DOBBIAMO SPOSTARE SANREMO | Allarme rosso in RAI: per la prima volta nella storia della TV

Sanremo-(pexels) - ilFogliettone.it

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L’evento musicale più atteso dell’anno rischia di non andare in onda nella consueta settimana, sarebbe una svolta epocale

Il Festival di Sanremo non ha pace. La recente edizione di Sanremo 2025 ha acceso i riflettori su una questione cruciale per il futuro del Festival: chi ne curerà l’organizzazione a partire dal 2026? Un quesito che nasce dalla sentenza del Tar della Liguria che, in seguito al ricorso di Just Entertainment, ha dichiarato illegittimo l’affidamento diretto della gestione del Festival alla Rai per il biennio 2024-2025.

La decisione impone, infatti, che dal prossimo anno si apra una gara pubblica per determinare chi potrà organizzare l’evento, rompendo così una tradizione storica che ha sempre visto la Rai come unica protagonista. Un ricorso che tocca un evento che fino ad oggi è stato ritenuto intoccabile. Il ricorso di Just Entertainment ha scosso le fondamenta di quello che sembrava un sodalizio indissolubile tra Sanremo e la tv di Stato.

L’interesse dimostrato dalla società nel 2023 per i diritti del Festival ha aperto uno spiraglio in un sistema che sembrava immune ai cambiamenti. Il Tar, riconoscendo la necessità di trasparenza e competizione, ha così sancito l’obbligo di una procedura pubblica, mettendo in discussione uno degli eventi più redditizi per la Rai, che solo nell’edizione del 2025 ha incassato ben 67 milioni di euro in pubblicità, a fronte di 20 milioni di spese complessive.

Questo equilibrio economico ha da sempre reso il Festival un affare vantaggioso per tutte le parti coinvolte. Il Comune di Sanremo ha ricevuto dalla Rai 5 milioni di euro, di cui 1,6 milioni destinati al pagamento dell’Ariston, mentre l’intera cittadina ha beneficiato di un giro d’affari di circa 50 milioni di euro durante la settimana del Festival. Numeri che spiegano l’interesse del Comune a mantenere il legame con la Rai, che oltre alla visibilità garantisce un significativo ritorno economico per il territorio.

Sanremo 2026 tra incertezze e strategie di programmazione

Il Festival di Sanremo 2026 si trova al centro di un altro dilemma organizzativo che riguarda principalmente la scelta delle date. Se il luogo resta confermato all’Ariston, come dichiarato dal direttore intrattenimento prime-time Marcello Ciannamea, è il calendario a sollevare dubbi significativi. La sovrapposizione con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, in programma dal 6 al 22 febbraio, rischia infatti di compromettere l’attenzione mediatica sul Festival, da sempre evento cardine della Rai. Con la tv di Stato impegnata a trasmettere i Giochi – probabilmente su Rai 2 – diventa perciò necessario trovare una finestra temporale che eviti il conflitto diretto tra i due eventi. Tra le prime soluzioni considerate spicca la possibilità di anticipare il Festival alla settimana dal 3 al 7 febbraio.

Tuttavia, questa scelta creerebbe comunque una sovrapposizione critica con la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, fissata proprio per il venerdì, andando così a penalizzare una delle serate più seguite di Sanremo, quella dedicata alle cover. Inoltre, la finale del Festival rischierebbe di coincidere con l’assegnazione delle prime medaglie azzurre, sottraendo visibilità al gran finale dell’Ariston. Per evitare questo scenario, si valutano alternative come un ulteriore anticipo tra il 27 e il 31 gennaio – soluzione che riporta Sanremo indietro ai format degli anni sessanta – o uno slittamento post-Olimpiadi, tra il 24 e il 28 febbraio.

Sanremo-(pexels) - ilFogliettone.it
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Il post-Olimpiadi: una soluzione strategica?

Un precedente utile per riflettere su queste scelte risale alle Olimpiadi di Torino 2006, quando Sanremo si svolse dal 27 febbraio al 4 marzo, iniziando il giorno dopo la chiusura dei Giochi. Questo precedente dimostra come una programmazione post-Olimpiadi possa funzionare, sfruttando anche l’onda emotiva dei successi sportivi. Tuttavia, bisogna tenere conto di altri eventi futuri, come il Mondiale di calcio 2026, che potrebbe influenzare ulteriormente il calendario con match di preparazione trasmessi su Rai 1.

Lo slittamento a fine febbraio non solo eviterebbe la concorrenza diretta con le Olimpiadi, ma offrirebbe anche nuove opportunità per il Festival. Tra queste, l’idea di ospitare sul palco dell’Ariston gli atleti italiani medagliati, che in quel periodo godranno di una popolarità alle stelle. Questo elemento potrebbe rappresentare un potente richiamo mediatico e un’occasione per celebrare l’Italia anche sul fronte culturale, unendo musica e sport in un connubio vincente. In un anno segnato da grandi eventi sportivi, come le Olimpiadi Invernali e il Mondiale di calcio, Sanremo dovrà trovare il giusto spazio per continuare a essere l’appuntamento più seguito della televisione italiana.