di Laura Della Pasqua
Cameron ha auspicato un “divorzio il più possibile costruttivo” e ha sottolineato la necessità che dopo il completamento della Brexit le relazioni tra l’Ue e Londra siano “più strette possibile in termini economici e di cooperazione sulla sicurezza”. Ma i leader europei non vogliono perdere tempo ed esortano Londra ad adottare le procedure in fretta per non paralizzare l’Unione. Il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, ha esortato Londra a chiarire “il prima possibile” le sue intenzioni e ha aggiunto che nessuno, a Bruxelles, negozierà nulla con il Regno Unito finché Londra non avrà notificato formalmente la decisione di uscire. Da Berlino, gli ha fatto eco il cancelliere Angela Merkel: “Chi esce da una famiglia non può sperare che tutti gli obblighi spariscano e si mantengono solo i privilegi”.
E ha spiegato che il Regno Unito non potrà conservare l’accesso al mercato unico dell’Ue, se nega la libera circolazione dei cittadini comunitari nel suo territorio. E mentre a Londra prendono forza i nomi di Theresa May e Boris Johnson come probabili candidati a succedere a David Cameron, il partito dei Tory ha fatto sapere che l’annuncio del nome del nuovo leader slitterà il 9 settembre. Al Consiglio Ue è stato affrontato anche il tema delle banche. Renzi ha lanciato messaggi tranquillizzanti ai risparmiatori che, ha detto, “non corrono rischi se ci saranno emergenze”. La Commissione europea sta preparando un intervento straordinario per tirare le banche italiane fuori dai guai. Ad alimentare l’ottimismo è il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis: “Stiamo monitorando la situazione da vicino e siamo in stretto contatto con le autorità italiane”. A Sintra, in Portogallo, il presidente della Bce Mario Draghi auspica politiche monetarie allineate con l’obiettivo di mitigare contagi destabilizzanti tra le diverse economie.