Perche’ qualcuno in FI ha cercato anche di capire se poteva partecipare alla convention organizzata da Parisi ma si e’ sentito dire che “il partito non c’entra”. Del resto la nota diramata al termine del faccia a faccia tra Parisi e Berlusconi parla chiaro: “L’evento e’ distinto e separato dall’attivita’ di FI, e’ rivolto non ai politici ma ai cittadini che non sono mai stati coinvolti nella politica”. Ed ancora: l’obiettivo e’ quello di “unire i moderati guardando al di la’ degli attuali confini dei partiti”. E’ il piano dell’allargamento alla societa’ civile, con la necessita’ di superare vecchi schemi e a possibilita’ di aprire anche ad altre forze. Ma per la classe dirigente azzurra l’alleanza resta quella con Lega e Fdi: “si tratta – spiega un esponente di FI – di un’idea velleitaria, che si basa su personaggi vecchi e non certamente nuovi, che porta ad un neocentrismo non piu’ riproponibile, bocciato anche in altri Paesi, considerando anche le ultime elezioni in Austria e Germania”.
Parisi fara’ salire sul palco imprenditori, esponenti delle professioni ma non politici. Puo’ contare in FI soprattutto su molti ‘berluscones’ e su parlamentari come Giro e Tajani che la prossima settimana a Fiuggi riunira’ i vertici del Ppe (e’ prevista anche la presenza dell’ex dg di via Astronomia). Chi non crede nel progetto di Parisi – come Matteoli – rilancera’ a fine mese attraverso un appello a tutte le componenti del centrodestra la necessita’ di partire da FI. “Parisi esca da ogni ambiguita’”, rilancia Brunetta. Lunedi’ prossimo si incontreranno i tre governatori di Liguria, Lombardia e Veneto per stringere un asse in attesa delle mosse di Salvini e Berlusconi. Con il primo che e’ tornato a lanciare la proposta di un nuovo soggetto politico che punti anche al sud, con l’apporto della Meloni e di Fitto e degli esponenti di FI che non si riconoscono nel lavoro di Parisi.