SCUSATECI, ABBIAMO SBAGLIATO IL BANDO | Il concorso pubblico è stato annullato dal Ministero: 1200 lavoratori mandati a casa

Concorso annullato -(lanotiziagiornale) - ilFogliettone.it

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Un ricorso blocca un concorso statale gettando nello sconforto chi ha già sostenuto le prove scritte, tutto da rifare

Il 20 febbraio 2025 il Ministero dell’Interno ha ufficialmente sospeso il concorso per 1248 funzionari, indetto lo scorso anno, in seguito alla sentenza emessa dal Tribunale del lavoro di Milano il 15 febbraio 2025. La decisione nasce dal ricorso presentato da ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’immigrazione e Avvocati per niente Onlus, che ha messo in luce un requisito discriminatorio presente nel bando di concorso.

La sentenza, che ha avuto un impatto immediato sulle procedure concorsuali, ha riconosciuto il carattere discriminatorio del requisito relativo alla “riserva di cittadinanza”. Infatti, il bando prevedeva la partecipazione esclusiva ai cittadini italiani, escludendo così cittadini stranieri e altre categorie previste dall’art. 38 del D.lgs. 165/01. Tale decisione rappresenta un importante passo verso un reclutamento più inclusivo e rispettoso dei principi di parità.

Il punto centrale della controversia riguarda l’art. 2, comma 1, lettera a) del bando, che imponeva il possesso della cittadinanza italiana per accedere alla selezione. Il Tribunale ha stabilito che tale requisito, valido solo per posti in cui si esercita un pubblico potere continuativo, non è giustificabile per ruoli di natura amministrativa, finanziaria, contabile o linguistica. Di conseguenza, i cittadini stranieri, nonché familiari di cittadini europei, titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo, e rifugiati o beneficiari di protezione sussidiaria, dovrebbero poter partecipare al concorso.

In seguito alla sentenza, il Ministero dell’Interno ha pubblicato un avviso di sospensione che ha fermato immediatamente le prove scritte asincrone, programmate rispettivamente per il 25 febbraio e il 5 marzo 2025 per i profili di funzionario informatico, amministrativo, economico-finanziario e linguistico. Il documento, diffuso in modo integrale, evidenzia che la sospensione è adottata “su base territoriale” e con riserva di ulteriori comunicazioni, in attesa di adeguamenti normativi.

Le misure dispositive del Tribunale

La sentenza non si limita a dichiarare la discriminazione, ma dispone anche una serie di provvedimenti: il Ministero dovrà sospendere le procedure concorsuali in corso e modificare il bando, fissando un nuovo termine per la presentazione delle domande. Inoltre, è previsto il pagamento di 100 euro per ogni giorno di ritardo nell’adempimento dell’ordine giudiziale e la pubblicazione della sentenza sui siti istituzionali del Ministero e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme alla condanna al rimborso delle spese legali sostenute dalle ricorrenti.

Fino ad oggi, le prove scritte svoltesi dal 18 al 20 dicembre 2024 risultano già concluse e, per i candidati che le hanno superate, il passo successivo sarà la prova orale. Le prove scritte asincrone, tuttavia, sono rimaste sospese, creando incertezza e preoccupazione tra i partecipanti, che attendono ulteriori indicazioni da parte dell’ente competente.

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Concorso annullato -(Fonte X) – ilFogliettone.it

Prospettive future per il concorso

Il provvedimento sospensivo impone al Ministero dell’Interno di rivedere il bando, estendendo la possibilità di partecipazione anche ai cittadini stranieri e alle categorie protette. È probabile che vengano riaperti i termini per la presentazione delle domande e organizzate nuove prove, con una tempistica che, pur mantenendo valide le prove già svolte, allungherà il percorso selettivo. L’obiettivo è garantire un reclutamento equo e non discriminatorio.

La sospensione del concorso per 1248 funzionari rappresenta un cambiamento significativo nella politica di reclutamento del Ministero dell’Interno, orientato verso una maggiore inclusività. I candidati attualmente coinvolti vivono un momento di incertezza, mentre si attendono le nuove disposizioni che definiranno il futuro del concorso. Questo episodio evidenzia l’importanza della tutela dei diritti e della necessità di rivedere procedure che, seppur in apparenza tecniche, incidono profondamente sulla parità di accesso alle opportunità lavorative.