Veneto, il caso della data delle Regionali e la “finestra primaverile”. Zaia guadagna tempo

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Luca Zaia

Un tema cruciale si intreccia con quello del terzo mandato di Luca Zaia: la data delle prossime elezioni Regionali. Sebbene il blocco dei mandati fissato dalla legge nazionale sembri aver già scritto il destino del governatore uscente, gli ultimi sviluppi hanno aperto spiragli inattesi. Guadagnare una manciata di mesi non significa solo rinviare il voto, ma anche lasciare aperta una porta nella speranza che il quadro normativo possa mutare.

La svolta del ministro Piantedosi

Oggi, a Venezia, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito un aspetto decisivo che riapre una partita che sembrava già chiusa: le Regioni godono di autonomia decisionale sulla data del voto. “In Veneto esiste una finestra per il voto primaverile, ed è una ipotesi realistica rimessa all’autonomia regionale”, ha spiegato il capo del Viminale. Tradotto: Luca Zaia potrebbe non dover necessariamente lasciare Palazzo Balbi nell’autunno di quest’anno, ma restare al suo posto fino alla prossima primavera.

Questa precisazione giunge dopo che la Regione Campania aveva tentato uno slittamento analogo tramite un ricorso respinto dal governo. Ma il Veneto, forte del suo statuto speciale e delle sue competenze legislative, si trova in una posizione diversa. La legge regionale prevede infatti la possibilità di indire le elezioni nella “finestra primaverile”, sollevando una dicotomia tra normativa nazionale e regionale.

Zaia: equilibrio e opportunità

Il governatore veneto, noto per il suo consueto pragmatismo, ha accolto la dichiarazione del ministro con prudenza. Parlando di “dicotomia tra legge nazionale e regionale”, Zaia ha sottolineato la necessità di approfondimenti giuridici. Tuttavia, l’allungamento della tempistica suona come una parziale vittoria. Con il voto spostato a primavera 2025, i mesi a disposizione non sono più dieci, bensì almeno quindici. E in questo lasso di tempo, tutto può accadere.

“La prossima primavera sarebbe migliore anche per un altro motivo – ha aggiunto Zaia – si andrebbero a spendere molti milioni in meno, visto che altri enti locali, come il Comune di Venezia, andranno al voto solo a maggio 2026”. Un risparmio economico significativo, insomma, oltre alla possibilità di evitare sovrapposizioni elettorali che complicherebbero ulteriormente lo scenario politico.

Un laboratorio di sicurezza e tecnologia

Nel frattempo, il Veneto continua a distinguersi come un laboratorio di innovazione e sicurezza. Oggi, durante la firma di un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Interno, è stato presentato un progetto da tre milioni di euro per potenziare il controllo del territorio con nuove telecamere intelligenti. Questi dispositivi, installati lungo strade regionali, autostrade e punti strategici, saranno in grado di leggere targhe e identificare veicoli segnalati alle forze dell’ordine, inviando alert in tempo reale.

“La sicurezza dei cittadini è un bene primario – ha commentato Zaia – e con questo progetto vogliamo rafforzare ulteriormente il controllo del territorio”. Il finanziamento proviene da fondi speciali del Ministero, costituiti da risorse sequestrate alla criminalità organizzata. Un circolo virtuoso: i soldi tolti ai criminali vengono reinvestiti per combattere il crimine stesso.

L’incognita del futuro

Mentre il Veneto si prepara a diventare ancora più sicuro grazie alle nuove tecnologie, resta aperta la questione del futuro politico di Luca Zaia. Con il voto spostato a primavera, il governatore avrà più tempo per valutare eventuali scenari alternativi, compresa l’ipotesi di una corsa in solitaria o altre strategie politiche. “A da passà a nuttata”, aveva ironizzato qualche settimana fa, riferendosi ai dieci mesi che mancavano al voto autunnale. Ora, con quindici mesi davanti, la “nottata” si allunga, e con essa crescono le possibilità di cambiamenti nel panorama legislativo e politico.