VIOLAZIONE DELL’ART. 142 COMMA 6: “La multa subita da questo autovelox è nulla” | Non devi pagare, la lettera arriva a casa

Autovelox (Pixabay) IlFogliettone
Se ricevi una multa a causa di un autovelox, fai attenzione a tutti i dettagli. In alcuni casi non devi pagare niente.
Gli autovelox sono dispositivi elettronici progettati per misurare la velocità istantanea dei veicoli in transito. La loro funzione principale è quella di contribuire alla sicurezza stradale, dissuadendo gli automobilisti dal superare i limiti di velocità imposti. Il superamento di tali limiti è infatti una delle principali cause di incidenti stradali, spesso con conseguenze gravi o fatali.
I primi sistemi di controllo della velocità risalgono agli inizi del Novecento, ma i moderni autovelox, basati su tecnologie più sofisticate, hanno iniziato a diffondersi significativamente a partire dagli anni ’50 e ’60. Inizialmente, si trattava di dispositivi elettromeccanici che utilizzavano sensori a terra o fasci luminosi per rilevare il passaggio dei veicoli e calcolarne la velocità media su un tratto limitato.
Il funzionamento degli autovelox attuali si basa principalmente su due tecnologie: radar e laser. Gli autovelox radar emettono onde radio che, riflesse dal veicolo in movimento, permettono di determinarne la velocità tramite l’effetto Doppler. Gli autovelox laser, invece, emettono impulsi luminosi infrarossi; misurando il tempo impiegato da questi impulsi per raggiungere il veicolo e tornare al dispositivo, è possibile calcolare con precisione la velocità.
Nel corso del tempo, gli autovelox hanno subito una notevole evoluzione tecnologica. Dai primi modelli fissi e ben segnalati, si è passati a dispositivi più compatti e mobili, capaci di operare anche in modalità nascosta. L’introduzione di sistemi digitali ha permesso una maggiore precisione nella misurazione e una più facile gestione delle infrazioni, con la possibilità di scattare fotografie o registrare video come prova.
Omologazione degli autovelox
L’omologazione di un autovelox è un processo fondamentale attraverso il quale un modello specifico di dispositivo viene approvato dalle autorità competenti (in Italia, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti). Questa approvazione certifica che l’autovelox rispetta determinati requisiti tecnici e metrologici stabiliti dalla legge.
La taratura, invece, è un’operazione periodica e obbligatoria che consiste nella verifica della corretta funzionalità e precisione di un singolo autovelox già omologato e in uso. Durante la taratura, vengono effettuati dei controlli metrologici per accertare che lo strumento continui a misurare la velocità entro i margini di errore consentiti dalla normativa. Questa procedura deve essere eseguita da laboratori accreditati e a intervalli di tempo prestabiliti.

Novità importante dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito la distinzione cruciale tra omologazione e semplice approvazione degli autovelox, stabilendo un importante precedente giuridico. Questa decisione comporta la nullità delle multe elevate tramite dispositivi non omologati e ha portato al sequestro preventivo di numerosi autovelox sul territorio nazionale.
La Suprema Corte ha chiarito la netta differenza tra omologazione e approvazione. Questa sentenza sottolinea la necessità che gli autovelox rispettino rigorosi standard tecnici certificati dall’omologazione ministeriale per la validità delle sanzioni emesse.